LETTERA APERTA AI LAVORATORI

In questi giorni si sta decidendo il futuro dei lavoratori del Caring, con l'azienda che preme sulle 69 RSU del Coordinamento Nazionale (l'unico organo di rappresentanza deputato alla firma di accordi aziendali) per ottenere un nuovo accordo che introduca forme di controllo individuale; Coordinamento che fino ad oggi a maggioranza ha sempre assecondato le richieste dell'azienda senza tenere in alcun conto i veri interessi di coloro che dovrebbe invece tutelare, I LAVORATORI.

L'azienda sa bene che questo è un momento favorevole per ottenere accordi: l'emergenza COVID è ancora in corso, oltre 30mila lavoratori di Tim stanno lavorando da casa in modo remotizzato, isolati e con pochi contatti con i propri colleghi; al momento ogni tentativo di informare e organizzare il dissenso risulta molto difficile.

Intendiamoci, l'azienda fa il proprio mestiere, a prescindere da ogni valutazione sul merito e sui metodi utilizzati.

Chi è assente sono le organizzazioni sindacali confederali, che continuano ad accettare compromessi al ribasso e formule indigeribili per incassare dividendi politici e non solo, ma le conseguenze di fatto le subiranno solo i lavoratori: quanti di quelli presenti nelle segreterie nazionali sanno ancora cosa significa lavorare?

Allegato a questo appello potrete trovare un accordo-tipo introdotto nel Call Center Almaviva di Napoli, nel quale è evidente la rinuncia all'applicazione dell'art.4 L.300/'70 (Statuto dei Lavoratori) cioè la RINUNCIA AL DIVIETO DI CONTROLLO INDIVIDUALE; si capisce molto bene a quali umiliazioni saranno costretti i dipendenti sotto costante ricatto occupazionale.

Vi invitiamo a leggerlo con attenzione, perdeteci qualche minuto, perché questa è la direzione verso la quale si sta andando.

Davvero i lavoratori di Tim vogliono questo?

Davvero i colleghi del caring, dopo aver già respinto con referendum nel 2015 il controllo individuale nonostante il ricatto della societarizzazione (rivelatosi poi una bufala), vogliono permettere che lo spettro del controllo individuale ritorni attraverso la finestra dopo averlo cacciato dalla porta principale?

Davvero i lavoratori del caring vogliono che con un accordo si rendano legittime le pressioni, lo stress, le vessazioni, il salario individuale di produttività, magari in un futuro dove la prestazione sarà resa in modalità remotizzata?

E il CARING sarà solo il primo passo, poi toccherà a tutti gli altri, tecnici on field compresi.

Non possiamo pensare che il controllo individuale sia, come sostiene l'azienda, la soluzione per ridare competitività ai settori commerciali, questa è solo una questione di mancanza di fiducia verso i propri dipendenti.

Nessuno si salva da solo, tutti dobbiamo impegnarci: chiediamo a TUTTI i lavoratori di contattare personalmente le RSU (telefono, mail, social network…) per fare in maniera che ricordino bene chi e cosa rappresentano, e quali legittimi interessi sono chiamati a difendere.

Le RSU SNATER SONO CONTRO L'INTRODUZIONE DEL CONTROLLO INDIVIDUALE!

 

Almaviva: